NON E' SUCCESSO NIENTE
© 1998 Arnoldo Mondadori Editore s.p.a., Milano Prima edizione gennaio 1998 Collana Letteratura contemporanea
Beffardo e strambo fin dal titolo, il nuovo romanzo di Tiziano Sclavi è stracolmo di spunti, di idee narrative; è una safarà, che in dialetto pavese significa appunto una grande quantità di roba, alla rinfusa. Cianfrusaglie tra cui forse qualcosa di buono c'è, c'è ancora. E Safarà è uno dei tanti tentativi di Cohan, ex scrittore di grande successo popolare, di riprendere a scrivere: un miscuglione di battute, aforismi, inizi di romanzi, titoli, pezzi di diario, aneddoti, anche solo parole isolate, evocatrici o insensate. Ma Safarà non è l'unico "libro nel libro" di questo romanzo; ritorna, per esempio, Francesco Dellamorte, il personaggio letterario più famoso di Sclavi, in un ipotetico seguito splatter-grottesco a Dellamorte Dellamore: Dellamorte Dellavita. In fondo, l'intero romanzo è fatto di tanti romanzi, di tante storie intrecciate dove magari sembra che non succeda niente e invece sta succedendo tutto. La storia di Cohan, appunto, e della donna con cui vive, Luci, entrambi candidati al Nobel per la nevrosi. E poi quella di Tom, sceneggiatore di fumetti horror, anche lui in crisi creativa e sprofondato negli abissi dell'alcolismo. E quella di Mauro e Vita, lui redattore della casa editrice che pubblica gli albi di Tom, lei impiegata di banca, lui "crapone" e introverso, ma anche battutista implacabile, lei incasinata da ben tre "fidanzati", più un cane e una gattina di nome Ugo... Senza contare la folla dei personaggi più o meno "minori", dalla signora Addolorata che dice cose tipo "pappamondo" e "partoriva così in fretta che non faceva in tempo ad arrivare la lavatrice", alla Lilli per la quale tutto è "issimissimo", a Renato che sparge il terrore con i suoi interminabili discorsi ("Spegnete Renato!")... Storie di tutti i giorni, normali. O almeno, normali nel mondo folle di artisti e "creativi" in genere, nel "dietro le quinte" di chi è famoso per ciò che scrive, ma sconosciuto per ciò che è, per la sua vita difficile come quella di tutti. Non è successo niente è una commedia esilarante, con dialoghi straordinariamente veri, e proprio per questo surreali, battute a raffica, ironia a tonnellate, ma anche momenti di dramma e commozione, per quanto, come dice Cohan, "le cose tragiche le accenno soltanto, non è il caso di farne delle tragedie". E c'è spazio anche per un giallo, i cui indizi sono nascosti e camuffati un po' dovunque, fino al colpo di scena finale, o meglio, a uno dei colpi di scena finali. Anarchico e imprevedibile, Non è successo niente alterna comicità irresistibile e invettive violente, amarezza e tenerezza, amore e nonamore, in un grande, balordo affresco del caos in cui viviamo, dove: "se alcuni di noi sembrano meno poveri cristi di altri non vuol dire che non siano, non siamo, tutti riflessi di un'umanità dolente. Eppure, nonostante, a volte ridente. Forse ogni tanto, magari mai, un sorriso sempre".
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